Il cartellino rosso

Dai, non fare quella faccia che quando sorridi sei così bella! Vieni a sederti qui, vicino a me e teniamoci la mano come facevamo da ragazzine per darci coraggio. La tua presenza indebolisce il dolore e la paura, sei meglio della morfina che certo aiuta, ma toglie la lucidità di cui ora ho bisogno. I  tuoi occhi,profondi e scuri, sono asciutti. Stai facendo un grande sforzo per non lasciarti andare allo sconforto e liberare  le lacrime che prigioniere attendono impazienti di scorrere sul tuo viso. So che lo farai non appena resterai sola, è proprio da te. Sei brava a curarti le ferite lontano da tutti per non turbare nessuno e far credere di essere forte.

Ricordi quando ci siamo conosciute? Eravamo  due adolescenti, tu, timida, introversa, con un’autostima fragile come una lastra di ghiaccio sul punto di creparsi a ogni passo. Io, esuberante, magnetica mi definivi e con un ego smisurato, decisa a urlare al mondo che io c’ero e avrei cambiato le cose. Tu stavi in silenzio, proprio come ora, e mi seguivi nelle mie avventure, in verità spesso ti dovevo trascinare, non te l’ho mai detto che eri la  zattera nelle mie tempeste.

Lo sai che non mi sono mai presa molto sul serio, ho giocato la mia partita con la vita senza risparmiarmi nulla. Ho dribblato, collezionato cartellini gialli, calci di punizione e non sono mancati i goal. Ci ho messo passione, cuore, gioia, determinazione, ho fatto davvero del mio meglio e anche se mi sono infortunata spesso, non ho mai mollato il gioco. Ogni sfida era un nuovo obiettivo.

Vedo nel tuo sguardo un velo di disapprovazione, hai ragione, se ti avessi ascoltata mi sarei evitata parecchi lividi e quante cazzate in meno avrei fatto! Tu sei quella saggia e misurata, io la testa matta. Che ci vuoi fare? Ognuno è come è.

Amica mia, non mi hai mai lasciata sola e non so come farò senza di te ora che per me è arrivato il cartellino rosso: sono fuori dal gioco. Già, devo proprio lasciare il posto a qualcun altro, spero a una nuova vita fortunata quanto lo è stata la mia.

Me ne vado soddisfatta di come ho condotto la partita perchè, in tutta onestà, e ora faccio appello al mio ego smisurato, non avrei potuto fare di meglio.

Guarda che bel sole c’è fuori! Ho voglia di sentire il suo calore e di seguire la sua luce. Non posso portarti con me, quest’ultimo tratto lo farò da sola e ti prometto che non mi caccerò nei guai. Lasciami andare,  d’ora in poi sarò io a tenerti d’occhio!

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