Il regalo che non volevo

Quando ero bambina avevo solo due occasioni per ricevere dei doni: al compleanno e a Natale. Erano entrambi eventi molto importanti ai quali mi preparavo con diversi mesi di anticipo. Potevo scegliere un solo regalo tra i tanti che desideravo e, una volta espressa la richiesta, non mi era permesso cambiare idea. Non ne comprendevo la ragione eppure non ho mai chiesto spiegazioni, era così e basta.  Le parole di mamma e papà erano legge e certezza, non mi sarei mai sognata di metterle in discussione anche solo con domande impertinenti.

Ricordo in particolare la letterina dei miei otto anni a Babbo Natale. Avevo iniziato a scriverla subito dopo le vacanze estive per essere certa di perfezionarla entro dicembre. Mi ero dilungata nella fase introduttiva senza risparmiarmi in buoni propositi ed esponendo con orgoglio i risultati raggiunti nel corso dell’anno.

Scrissi a matita il lungo elenco dei giocattoli che solleticavano la mia fantasia di piccola donna, in cima alla lista c’era lui, il più ambito, quello che già avevano tutte le mie amiche, quello che, il solo pensiero di tenerlo tra le braccia, mi faceva sgranare gli occhi e trattenere il respiro: Cicciobello.

Aggiornavo la mia lista continuamente cancellando le voci che, con il trascorrere del tempo, perdevano di interesse. Sapevo che la scrematura doveva essere spietata e ridursi a un solo articolo. Alla fine non ebbi alcun dubbio e decisi per il bambolotto dei miei sogni.

Fiera della mia scelta, i primi di dicembre consegnai, con rito solenne, la letterina ai miei genitori che avrebbero provveduto ad inviarla solo loro sapevano dove.

Ogni finestrella aperta sul Calendario dell’Avvento, segnava l’avvicinarsi della tanto sospirata notte. Fremevo impaziente nell’attesa e speravo che Babbo Natale non si scordasse di me, delle belle cose che gli avevo scritto, del latte caldo e dei buoni biscotti al cioccolato e cannella che ogni anno mi premuravo di preparargli vicino al camino, ma soprattutto che non sbagliasse regalo e mi portasse proprio quello che, dopo tanto riflettere, avevo chiesto e che mi era costato la rinuncia a tutti gli altri.

La mattina di Natale, ancora assonnata per aver riposato poco e male, mi precipitai in salotto. Dormivano ancora tutti e nel silenzio della casa potevo sentire i battiti accellerati del mio cuore. Sotto l’albero, addobbato e illuminato, avvolto in una carta rossa e abbellito da un fiocco dorato, c’era un pacco grande. Accanto, uno molto più piccolo con un grande nastro rosso. Mi avvicinai a piedi scalzi, mi tremavano le mani dall’emozione, mentre le mie gote paffute si tingevano di rosso. Concentrai l’attenzione sul regalo più grande perchè quello era, a mio parere, della giusta dimensione per contenere il mio Cicciobello.

Guardai per scrupolo il bigliettino e vidi  il nome del mio fratellino. Dunque, non era quello il mio.  Per un attimo sperai che Babbo Natale, stanco per tanto viaggiare, avesse per errore invertito i biglietti, ma fu un’illusione di breve durata perchè il legittimo proprietario entrò nella stanza e si fiondò sul pacco. Senza esitazione strappò l’involucro che rivelò ai miei occhi il contenuto: un trattore. Le urla gioiose di mio fratello stridevano con il mio muto imbarazzo.

Guardavo il mio regalo soppesandolo con gli occhi, lo presi, era talmente leggero che avrei potuto reggerlo con una sola manina. Per niente entusiasta, lentamente sciolsi il nastro, staccai l’adesivo, i lembi della carta si aprirono. Feci scivolare fuori la piccola scatola blu dal contenuto ancora sconosciuto. Ero arrabbiata, non mi importava di quella stupida e insignificante scatolina che avrei volentieri buttato dal balcone anticipando di qualche giorno la tradizione di fine anno. Sollecitata dai miei genitori non ebbi alternativa e l’aprii. All’interno trovai una  pergamena, la srotolai e lessi:

Mia cara Roberta, so che questo non è il dono che ti aspettavi e che forse sarai un po’ delusa ma sono sicuro che saprai ugulmente apprezzarlo perchè è il regalo che ho ritenuto giusto per te. Sei una bambina curiosa e dalla fervida immaginazione, qui troverai un abbonamento annuale al giornalino di Topolino, vedrai che ti piacerà. La lettura è un meraviglioso gioco di parole  che, se vorrai, ti accompagnerà per tutta la vita. Con affetto Babbo Natale.

Lo ringrazio ancora oggi.

 

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